Image
Bambina che tiene in mano un quadretto con un sorriso
Lorenzo Pallini per Save the Children

ACCOGLIERE GLI STUDENTI UCRAINI: 10 CONSIGLI PER UNA SCUOLA INCLUSIVA

Molte scuole in tutta Italia hanno già iniziato ad aprire le proprie classi a studenti ucraini. In questo articolo alcuni consigli per i docenti per un’accoglienza inclusiva.

Solo nel primo mese di guerra in Ucraina, l'Italia ha accolto oltre 23.000 bambini ucraini, un numero che vedremo crescere progressivamente nelle prossime settimane, e la scuola ha già aperto le porte a molti di loro.

Non è certo la prima volta in cui la scuola italiana si trova di fronte ad un fenomeno migratorio di ampia portata, in cui spesso la migrazione rappresenta una fuga: dalla guerra, dalla povertà, dalle persecuzioni.  La rapidità della fuga dall’Ucraina, tuttavia, non ha dato a nessuno la possibilità di pensare, di prepararsi, di immaginare un progetto di vita per il futuro. Sono in molti ad avere ancora le chiavi di casa con sé e tutti aspettano di poter rientrare nel proprio Paese.

Come docenti, educatori, professionisti del Terzo Settore, siamo chiamati a riflettere su quale sia il modo migliore per accogliere questi bambini e ragazzi.

Una possibile risposta è quella di un’accoglienza ispirata alla “pedagogia del ritorno”, dove l’obiettivo è che chi è appena arrivato si senta bene nel luogo in cui si trova, mentre aspetta di poter tornare indietro

10 CONSIGLI PER ACCOGLIERE I BAMBINI UCRAINI A SCUOLA

Alcune peculiarità di questa situazione, come la rapidità del cambiamento, la grandezza numerica del fenomeno, la mancanza di un progetto di vita in Italia, l’incertezza di poter rivedere il proprio padre o i propri genitori e parenti, il trauma vissuto molto recentemente, richiedono alcuni accorgimenti specifici per poter accogliere al meglio i bambini.

Sulla base di questi presupposti, abbiamo formulato 10 consigli per i docenti:

  1. 1. Non fare troppo, ma crea una routine condivisa

Il desiderio di accogliere e di far sentire accolti deve essere rispettoso e mai invadente. Come docente puoi compiere piccoli gesti per creare una routine scolastica condivisa che aiuti i bambini a ricreare una loro quotidianità. Attività e attenzioni semplici come scrivere su un cartellone i momenti essenziali di cui si compone la giornata (es. orari di ingresso e di uscita, orari delle lezioni, discipline…), assicurarti che tutti gli studenti imparino i nomi dei nuovi arrivati, rinnovare il setting d’aula (disposizione dei banchi, immagini appese alle pareti) aiutano a creare familiarità e a costruire senso di appartenenza.

  1. 2. Informati sull’offerta scolastica ucraina

Si moltiplicano in questi giorni le testimonianze di studenti ucraini che si connettono per seguire le lezioni in Didattica a Distanza, tenute dai loro insegnanti che, con coraggio e tenacia, alcuni ancora dall’Ucraina, continuano a fare lezione ai propri ragazzi sparsi in Europa, dimostrando cura e vicinanza ai propri alunni. Qualora la scuola di origine abbia organizzato la didattica a distanza (di solito, 2 o 3 ore al giorno), è importante favorire la partecipazione dei bambini e dei ragazzi  per creare continuità e attenuare il trauma dell’improvviso cambiamento. Anche i tuoi colleghi e le tue colleghe ucraine possono trovare conforto in un saluto o in una parola di coraggio: puoi dedicare a questo qualche minuto all’inizio e alla fine del collegamento in didattica a distanza degli studenti.

  1. 3. Adegua l’offerta didattica ai bisogni degli studenti neo arrivati

Raffaele Iosa, già maestro e ispettore scolastico, utilizza l’espressione “curricolo del doppio binario” e invita i docenti ad informarsi sui programmi scolastici ucraini allo scopo di arricchire l’offerta didattica integrandola con quanto viene proposto nella scuola in Ucraina. Si può pensare a percorsi personalizzati, ma anche ad un coinvolgimento di tutta la classe, che avrà così l’occasione di sperimentare nuove attività.

  1. 4. Lascia che i bambini si esprimano spontaneamente

I bambini e i ragazzi scappati dalla guerra vivono un cambiamento traumatico, sperimentano incertezza, faticano a comprendere quello che sta accadendo e spendono quasi tutte le loro energie nel tentativo di mantenere un equilibrio. A scuola è importante creare spazi di ascolto, di espressione libera di sé, di cura e attenzione reciproca, senza insistere perché ciascuno partecipi, ma lasciando la libertà di scegliere quando e come prendere parte alle attività. Non fare troppe domande: utilizza lo sguardo per far capire all’altro che ci sei e che sei disponibile ad accogliere richieste di supporto. Per approfondire questo tema puoi leggere  l’articolo: Come stare vicino a un bambino che ha vissuto la guerra. 

  1. 5. Crea occasioni di libera relazione tra pari

Non è necessario pensare ad attività di accoglienza particolari: per i bambini e i ragazzi appena arrivati è faticoso essere sempre al centro dell’attenzione. Per questo è più importante valorizzare le opportunità di scambio informale tra pari e di gioco libero, grazie a cui tornare per qualche ora alla normalità e provare a dimenticare la guerra.

  1. 6. Promuovi il plurilinguismo

L’insegnamento dell’italiano L2 è essenziale per favorire l’inclusione degli studenti provenienti da contesti migratori, ma un’accoglienza reale passa per una ricerca reciproca di dialogo e per uno sforzo comunicativo bidirezionale: io imparo la tua lingua e tu puoi conoscere la mia. Condividere alcune espressioni nella lingua madre di tutti gli studenti significa fare sì che ciascuno si metta in gioco per riuscire a comunicare con l’altro.

Qui trovi alcuni strumenti utili per l’apprendimento della lingua:

Prime parole per l’accoglienza di bambini ucraini

Vocabolario interattivo parlante italiano-ucraino

  1. 7. Valorizza la comunicazione non verbale

I bambini e i ragazzi provenienti dall’Ucraina spesso mantengono un collegamento con la propria scuola: non è tanto importante che apprendano subito l’italiano, quanto che riescano ad esprimersi e continuino a relazionarsi con i coetanei.  Attività creativecome il disegno, l’ascolto o la pratica della musica, della danza e di altre forme di espressione corporea possono consentire di comunicare senza sentirsi a disagio quando si parlano lingue diverse.

  • 8. Se non hai risposte, costruiscile con i tuoi studenti

Nei momenti di crisi, i giovani ricercano nelle figure educative sicurezza e conforto: come adulti abbiamo la responsabilità di accogliere preoccupazioni e paure per comprenderle e affrontarle insieme. Nel farlo, è importante essere onesti, non mentire né creare illusioni, rispondere “purtroppo non lo so” a domande per cui non si ha una risposta e guidare gli studenti nel tentativo di capire insieme quello che sta accadendo.

  1. 9. Prenditi cura di te stesso

Di fronte a grandi e improvvisi cambiamenti ci si può sentire impreparati o disarmati ed è difficile insegnare e continuare essere punti di riferimento sicuri se si è dominati dall’ansia o dalla preoccupazione: per questo, non dimenticare di prenderti cura di te, coltiva il tuo benessere, trova il tempo per rilassarti e per stare bene, non sentirti in colpa se avverti il bisogno di rallentare o di prenderti una pausa.

  1. 10. Ricerca il supporto di tutta la comunità scolastica

Sei un docente, non sei un supereroe! Se ti trovi di fronte a una difficoltà che non sai come affrontare confrontati con i colleghi e rivolgiti alla professionalità più adeguata ad offrire supporto a te e alla classe. La scuola è fatta di famiglie, docenti, personale ATA, professionisti esterni (come psicologi, educatori, pedagogisti): unisci le tue forze alle loro per creare una comunità aperta e accogliente.

 Sul sito del Ministero dell’Istruzione sono stati pubblicati alcuni documenti utili per favorire un’accoglienza di qualità dei bambini in arrivo dall’Ucraina che consigliamo di approfondire: Studenti in arrivo dall’Ucraina: contributi alla riflessione pedagogica e didattica delle scuole.” ed è stata attivata una sezione specifica dedicata all'accoglienza.

La capacità di ascolto, la possibilità di vedere l’altro come portatore di doni e non solo di bisogni, la necessità di riappropriarsi di un tempo educativo lento, di continuare a seminare germogli di pace sono alcuni degli spunti che meritano di essere approfonditi e colti perché anche questo tempo così complesso possa essere generativo.

COSA CI ASPETTA NEL PROSSIMO FUTURO?

Nessuno sa quanto durerà questa guerra, ma dobbiamo farci trovare pronti. Per questo, dobbiamo pensare fin da ora a come garantire continuità educativa e offrire opportunità di socializzazione che non si interrompano con la fine della scuola ma che continuino durante l’estate. I Patti educativi di Comunità e una collaborazione costante con il Terzo Settore sono la strategia più efficace per continuare ad esserci e accettare con responsabilità e coraggio questa nuova sfida educativa, fino a quando sarà necessario.

Nella collezione di risorse "Accoglienza dei bambini ucraini: giochi e attività per una scuola inclusiva" abbiamo raccolto giochi, attività e schede utili per la scuola.

Contenuti correlati